sabato 3 dicembre 2016

Nuovi arrivi#33 e in biblioteca#33

Dicembre si è aperto con l'arrivo di nuove letture, tutte da gustare.

Oltre al Quarto e Quinto viaggio nel Regno di Fantasia di Geronimo Stilton, regalati a mia figlia, ci sono interessanti novità anche per me.
Grazie a Chiara ho ricevuto direttamente nella mia cassetta della posta il libro Cosa indossare al primo appuntamento che mi fa pensare ad una leggera, tutta da godere in estremo relax.
L'ho vinto a seguito dell'estrazione mensile di un premio che Chiara mette in palio nell'ambito della Challenge di lettura From Reader to Reader a cui sto partecipando. Evidentemente la Dea Bendata era di passaggio dalle mie parti e sono stata estratta come vincitrice mensile. 
Grazie Chiara!!!
Il muro invisibile l'ho preso in prestito nella biblioteca del mio comune mentre sono riuscita ad avere in prestito La libreria dei nuovi indizi (al momento in lettura) grazie al prestito interbibliotecario. Mi è arrivato dalla biblioteca di Fusignano!!! Un bel viaggetto prima di arrivare da me.

Ho fatto anche un acquisto per mia madre: La paranza dei bambini di Saviano.
E' un genere che mia madre ama e cerco sempre di farle trovare qualche cosa di nuovo da leggere anche se, in questo periodo, sta andando un po' a rilento visto che è in ripresa da un piccolo intervento agli occhi.

Ecco, per oggi è tutto. E' iniziato il conto alla rovescia per il Natale e mi auguro di trovare qualche libro sotto l'albero. Intanto, in attesa dell'arrivo di Babbo Natale, buone letture!

venerdì 2 dicembre 2016

Wolf (R. Graudin) - Venerdì del libro

Il primo capitolo di una straordinaria serie.
Ecco cos'è Wolf. La ragazza che sfidò il destino.
E non sono io a dirlo. No no. Nella bandella del libro il messaggio è lanciato forte e chiaro.
Appassionatevi alla storia di Yael, alla sua missione,  perchè sentirete a lungo parlare di lei!   

Per questo primo venerdì di dicembre propongo un genere con cui non ho molta empatia ma al quale mi sono avvicinata con curiosità. Wolf è un libro distopico: viene proposta una società immaginaria con situazioni e tendenze sociali estremizzate in maniera vistosa. Un genere di fantasia - questo ho sempre pensato, prima di familiarizzare con il distopico ho sempre pensato che fossero racconti fantastici punto e basta. Ma in questo caso la fantasia ha fondamenta storiche, con la presenza di situazioni reali (seppur estremizzate) e richiami a personaggi realmente esistiti.

Un pizzico di trama, tanto per capirci qualche cosa.
Siamo nel 1956. Ed è già tutto un dire. In gran parte del mondo impera l'alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l'impero giapponese. Con cadenza annuale, per celebrare la Grande Vittoria, viene organizzata una spettacolare e spericolata gara, una corsa motociclistica che porta i concorrenti da Germania a Tokyo. Chilometri su chilometri da cui uscirà un solo vincitore: il più forte, il più degno di rappresentare la razza ariana e l'unico che potrà essere invitato a partecipare al Ballo del Vincitore ed incontrare il Führer. 
Golosa occasione, questa, per pianificare un attentato da parte della Resistenza che ha emesso una condanna a morte per Hitler e punta tutto su una ragazza. Una ragazza speciale, forgiata negli anni per essere tale. Per essere diversa e speciale. Unica. O almeno così crede. 
Yael è il suo nome, ha 17 anni ed è la detenuta 121358ΔX, sopravvissuta ai campi di concentramento e nelle mani della quale è stata affidata una missione che potrebbe cambiare le sorti del mondo: uccidere Hitler in modo tale che tutto il mondo possa vedere la sua fine. 
Yael dovrà vincer la gara, il Tour dell'Asse, farsi invitare al Ballo del Vincitore, ballare con il Führer ed eliminarlo davanti a tutti per poi eclissarsi dopo aver consegnato al mondo, grazie alla sua impresa, un nuovo futuro.

Semplice, no?
E invece no.
No. Proprio no. E ne sono tutti consapevoli. Ma Yael è speciale. Perchè per via di crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta da bambina, quando è stata selezionata per sopravvivere alle camere a gas ma destinata a diventare una vera e propria cavia, ha la capacità di modificare il suo aspetto. Grazie ad una vera e propria metamorfosi - dote conquistata con sofferenze atroci a seguito degli esperimenti effettuati su di lei - Yael potrà prendere il posto della vincitrice uscente del Tour: Adele Wolf. Dovrà correre al suo posto, vincere e portare a termine la missione. Tutto è nelle sue mani.
Roba da poco... giusto per fare qualche cosa di alternativo!!!

Questa è la traccia. Ciò che si può dire della trama. Ma a ben guardare questo libro è molto di più. Al di là dell'assurdità di diverse situazioni (la metamorfosi, ragazzini poco più che adolescenti che compiono imprese da supereroi) e che fanno parte del genere letterario proposto, alla base del racconto c'è una ricerca storica di cui va dato merito all'autrice.
Il quadro generale, le abitudini di quell'epoca, le regole imposte ed i trattamenti riservati a chi non apparteneva alla razza superiore, alla razza ariana... bhè, sono trasmesse con forza dall'autrice che riesce a far trapelare tutta la sofferenza che quella ragazzina si porta addosso. Un dolore profondo, una rabbia ancora più profonda, una voglia di vendetta che affonda radici in un intero popolo straziato dalla scellerate scelte di quel tempo.
Questo è l'elemento che più mi è piaciuto di tutto il romanzo: il dolore che l'autrice riesce a trasmettere con ogni parola, con ogni immagine evocata.
Molto efficaci anche le descrizioni degli ambienti in cui si svolgono i vari momenti del racconto anche se, devo dirlo, in alcuni punti mi sono un po' annoiata... La descrizione di tutte le tappe del Tour in alcuni passaggi mi ha dato la sensazione di rallentare la narrazione farcita, come dicevo sopra, da alcune estremizzazioni di troppo.

Ho provato una gran pena per Yael. Sì, è proprio così. Una ragazzina straziata dagli aghi in passato e straziata nel presente da tutto ciò che quegli aghi si sono portati dietro. Straziata dai ricordi che non intende lasciare in sordina. Consapevole di avere tra le mani un compito importantissimo da cui deriva il tutto.

Il finale mi ha stupita e ne devo dare merito all'autrice. Un finale aperto che lascia chiaramente intendere che incontreremo di nuovo Yael. La parte finale è quella che mi è piaciuta di più di tutto il libro.

Ho anche provato a dare un volto ad alcuni dei personaggi descritti. Tutti ragazzini cresciuti troppo in fretta per una serie di vicissitudini.... Non ce l'ho fatta a dare loro un volto.

Questo libro - che, nonostante alcune pecchè, mi sento di promuovere, è uno dei bonus assegnati nell'ambito della quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori.

sabato 26 novembre 2016

Alta fedeltà (N. Hornby)

Che fatica che ho fatto ad arrivare alla fine del libro Alta fedeltà di Nick Hornby!
Non ce l'ho fatta ad entrare in sintonia con Rob, il protagonista, che racconta delle sue avventure amorose passate e presenti. 
Non ce l'ho fatta a sorridere della sua ironia, del suo modo di concepire il rapporto con l'altro sesso.
Ad un certo punto avrei voluto prenderlo a schiaffi se l'avessi avuto a portata di mano. 
Ho sempre sostenuto che un libro che alimenta sensazioni, anche di avversione verso un personaggio, è un libro che arriva al suo scopo: non lasciare il lettore indifferente.

Stavolta, però, questa storia mi ha proprio annoiata: i caratteri usati sono piccini per cui le 253 pagine del libro scorrevano a fatica e la storia  non mi ha proprio appassionata.
Il libro è ben scritto, non lo nego. Lo stile è immediato e capace di rendere appieno la personalità del protagonista. Ma con me non ha funzionato la storia nel suo complesso.

Ho provato empatia solo con Laura, la sua ultima ragazza con la quale, tra l'altro, all'avvio della storia Rob si è appena lasciato, ma in parte e non dico perchè, altrimenti toglierei il gusto della lettura a chi si volesse avventurare nei meandri delle giornate di Rob e nel su negozio di dischi.

Altro punto: la musica ed i continui richiami ad artisti e canzoni avrebbero dovuto far entrare il lettore in una certa atmosfera. Per lo più sono riferimenti a me sconosciuti (colpa mia, ci mancherebbe!) che secondo il mio parere hanno solamente allungato la solfa!

Ho interrotto più volte la lettura per dedicarmi a qualcosa di un po' meno noioso. Poi, testarda come sono, l'ho ripreso in mano sperando nel fatto che, prima o poi, il ritmo potesse cambiare e che spuntasse fuori qualche cosa di interessante. 
Niente di tutto ciò! 
Niente di niente.

L'ho terminato comunque perchè difficilmente lascio un libro a metà ma è stata una gran fatica!
Per la prima volta in vita mia ho dovuto chiedere una proroga del prestito: e considerando che il prestito bibliotecario dura un mese si può ben capire quanto questo libro abbia ciondolato per casa mia senza alimentare in me un vero interesse. Può capitare! Magari ad altri lettori è pure piaciuto...

Ho scelto questa lettura per via della copertina blu che mi permette di partecipare alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 2. Ma non è stata una scelta felice.

venerdì 25 novembre 2016

Quando Einstein scoprì che il segreto è nel cuore (M. Serra) - Venerdì del libro

Scoprire i personaggi che hanno segnato la storia e farlo in modo accattivante e divertente: un obiettivo, questo, che i lettori più giovani possono raggiungere aiutati dai libri giusti.
Dopo aver segnalato la serie Sì, io sono, per questo ultimo Venerdì del mese propongo la lettura del libro Quando Einstein scoprì che il segreto è nel cuore.
Un personaggio impegnativo, si potrebbe dire a prima vista... vero nei contenuti ma non nelle modalità in cui tali contenuti vengono proposti. 

A cento anni dalla formulazione della teoria della relatività, ho proposto questo libro ai miei figli e - lo ammetto - me lo sono goduto anche io. Si tratta di un libro accompagnato da illustrazioni molto efficaci e lo consiglio per avvicinare i più giovani ad un personaggio che ha lasciato un segno.

Albert è un bambino che ama guardare il cielo e non sa che nel suo destino c'è scritto qualche cosa di particolare visto che è destinato a diventare uno dei più importanti scienziati della storia. 
E' un bambino molto curioso, si pone parecchi interrogativi e vuole vederci chiaro. Non si accontenta delle spiegazioni superficiali ma vuole andare a fondo per darsi delle risposte. Ed è anche piuttosto testardo: fino a che non riesce ad avere le risposte che cerca non si ferma e la sua voglia di sapere lo spinge lontano.
Sono molti gli argomenti che lo interessano ma il cielo e le stelle lo affascinano in modo particolare tanto da indurlo a compiere degli studi approfonditi già da ragazzino.

Di questo libro mi è piaciuto molto il modo di presentare Einstein a misura di bambino: trasmette più di un messaggio positivo.
In primis personalmente mi ha trasmesso la consapevolezza di quanto ogni bambino possa nascondere in sè infinite potenzialità che, se adeguatamente stimolato, lo porteranno ad affermarsi - da grande - anche ad altissimi livelli come è successo ad Albert. E' quello che accade anche nella collana Sì, io sono (che tanto mi è piaciuta) quando la storia parte da personaggi famosi quando ancora non lo erano. In questo caso hanno un ruolo importante anche le immagini. I colori usati sono molto attinenti alla storia visto che richiamano il cielo e la sua immensità.
E poi mi è piaciuta quella curiosità di fondo che è propria di ogni bambino e che spinge Albert a volerne sapere sempre di più. La curiosità: anche questa è una caratteristica di ogni bambino che va soddisfatta ed alimentata perchè è grazie ad essa che si ha lo stimolo giusto per ampliare le proprie conoscenze. Albert ha accanto una famiglia che lo asseconda e non gli tarpa le ali: sarebbe bello se per ogni bambino fosse così.
Mi è piaciuto lo stile narrativo: frasi non lunghissime ma nemmeno minimaliste. Da raccontare c'è molto e l'abilità dell'autrice - Maria Serra - sta nell'essere riuscita a trasmettere concetti importanti in modo efficace e comprensibile anche per i lettori più giovani. 

Perchè questo titolo?
Bhè... su questo lasciamo un po' di mistero. Vale la pena di andarlo a scoprire.
Suggerisco questo libro come dono da mettere sotto l'albero di bambini curiosi e non solo.  

Lo propongo anche come libro utile per la quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 3: libro con un personaggio realmente esistito. Non è un romanzo con centinaia di pagine ma è pur sempre un libro che, tra l'altro, propone contenuti importanti.

martedì 22 novembre 2016

Buon Natale, Valentina! (A. Petrosino)

Da un mesetto a questa parte abbiamo ripresto l'abitudine di leggere a voce alta un capitolo di un libro la sera prima di andare a dormire. I miei figli iniziano ad essere grandini (nove ed undici anni) e leggono per conto loro ma da quando ci ha scombussolati il terremoto la coccola serale della lettura ad alta voce è stata richiesta a gran voce da tutti e due. 

Un modo per addormentarsi in serenità, con belle storie a far loro compagnia.

Ho proposto loro una storia natalizia con una simpatica protagonista che si chiama Valentina, in un libro carico di buoni propositi e positività.  Buon Natale, Valentina: il titolo lascia ben intendere il periodo in cui si svolge l'avventura così come la copertina è piuttosto eloquente!

Valentina è un personaggio di una serie di libri in cui mi sono imbattuta in biblioteca ed ho iniziato da qui, da quello natalizio. 

L'autore, Angelo Petrosino, propone le avventure di una ragazzina che sa il fatto suo. Ha le idee chiare, chiarissime: quest'anno la festa di Natale sarà una festa speciale, con invitati speciali!
Per questo si mette al lavoro cercando di coinvolgere persone speciali alla festa a casa sua. Ma non sono persone speciali perchè hanno fatto qualche cosa di straordinario, gli invitati che ha in mente: sono piuttosto persone normalissime che Valentina ha piacere di avere vicino in questo importante giorno.

Non sono solo persone che conosce e che, magari, non vede da tempo. Farà qualche incontro speciale, come ad esempio quello con Irene, una bambina che chiede l'elemosina ai bordi della strada e  che ha un misteriosa storia alle spalle. O con lo zio, fratello di suo padre, che non aveva mai conosciuto... 
          
La narrazione è scorrevole e ricca, ricchissima di dialoghi. Nella maggior parte dei casi sono dei botta e risposta senza che venga specificato chi è che parla e chi è che risponde: il lettore deve fare attenzione, dunque, per seguire il racconto, tanto più se - come nel nostro caso - la mamma legge a voce alta ed i due uditori ascoltano. Ho cercato di dare diversa intonazioni sui dialoghi ed è stato divertente!

Mi è piaciuto il formato: con copertina rigida e  un formato maneggevole (15 x 20 cm circa).
Mi è piaciuta Valentina: è un personaggio positivo, una bambina allegra e responsabile.
Mi è piaciuta la storia: propone un Natale all'insegna dei buoni sentimenti, dove i regali passano in secondo piano così come passa in secondo piano il menu del pranzo di Natale,  meno importante della copagnia delle persone invitate.
Fa parte della collana Piemme Junior Il battello a vapore e non sarebbe male come idea per un dono da mettere sotto l'albero di un giovane lettore.

Con questa storia che si svolge in un periodo natalizio partecipo alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n.6. 

lunedì 21 novembre 2016

Il mondo fino a 7 (H. G. Sloan)

E' una bambina diversa dalle altre. Non è una ribelle. Non è una disadattata. Non è diversamente abile. Ma è diversa.

Willow - la protagonista del libro Il mondo fino a 7 - è una bambina che ha un quoziente d'intelligenza al di sopra della norma ed è capace di dimostrarlo con estrema semplicità in ogni cosa che fa. A partire dai test che le sottopongono a scuola e che lei completa in pochissimi minuti senza compiere il minimo errore.
Ciò le fa guadagnare l'appellativo di imbrogliona perchè una ragazzina di 12 anni non può essere capace di fare tutto ciò. Può essere solo un'imbrogliona, in quale altro modo si può spiegare tutto questo?
Ed ecco che viene inserita nei casi difficili della scuola, tanto da meritare di andare in terapia.

Ben presto, però, il consulente psicologico a cui la scuola la affida si rende conto che Willow non rientra in nessuna delle categorie fino ad ora da lui inventate per classificare i casi con cui ha a che fare. 
Non è disadattata
Non è un lupo solitario
Non è una fulminata
Non è una sciroccata
E' semplicemente un genio. Punto.
Questa è la conclusione a cui arriva il consulente che, con lei, non riesce ad essere distaccato come avviene con gli altri casi strani della scuola. 
Questa ragazzina lo cattura non solo come psicologo ma come persona, a livello umano. Si rende conto che è un genio, fa cose che solo una persona appartenente a tale categoria potrebbe saper fare.

Eppure per lei è tutto così normale. Sono normali le considerazioni che è in grado di fare. Sono normali e naturali le risposte che riesce a dare ai quesiti che le vengono sottoposti. E' normale il suo essere diversa. 
Eh si, sa di essere diversa. 
Lei stessa lo dice nelle prime pagine del libro. E' diversa perchè è adottata, è figlia unica, ha una passione per la medicina, ama il numero 7, è vegetariana ed ama la natura. Per tutto questo si considera diversa dagli altri. E non si considera affatto un genio. 
Non ha mai avuto amici e il mondo in cui vive è un mondo diverso da quello comune. Lei ama coltivare piante e il suo abbigliamento preferito è la divisa da giardiniere. E' questo l'abbigliamento che più la rappresenta ed è in questo modo che si veste il primo giorno di scuola... 

Il libro si apre con un evento tragico poi l'autrice fa un passo indietro, prima di arrivare a quel momento e riprendere con la sua storia. In questo modo comunica al lettore chi è Willow Prima... e chi è Dopo.

Sono due periodi di riferimento molto importanti, il Prima ed il Dopo perchè molto cambia per lei. 
Il Dopo è un periodo oscuro, che rischia di ridurla all'apatia più assoluta se non fosse per l'arrivo nella sua vita di alcune persone che, in modo dirompente, si prenderanno a cuore la sua sorte.

Ecco, dunque, che qualche cosa cambia nei suoi equilibri con l'amicizia che irrompe nel suo quotidiano. Un'amicizia al plurale, a dire il vero, che si rivelerà preziosa. Conosce delle persone che , nel proprio modo di essere, sono tutte un pesce fuor d'acqua quanto lei. Non è l'unica diversa, dunque.  E sono personalità capaci di intendersi e completarsi.

Si tratta di una storia di fantasia - certi meccanismi, nel reale, non scattano (credo) così come viene raccontato nel libro soprattutto quando si tratta di servizi sociali, di affido annessi e connessi - ma è comunque una storia positiva che mi ha emozionata e mi anche fatto sorridere.

Mi è piaciuto il carattere di questa ragazzina che ha una spiccata sensibilità per l'ambiente, per la natura ma anche una particolare attrazione per le malattie del genere umano, tanto da dare anche dei preziosi consigli a persone che stanno al contatto con lei.
Mi è piaciuto il messaggio positivo che viene lanciato: nella vita ci si può imbattere in perfetti sconosciuti che ci possono accettare con semplicità ed intensità per quello che siamo, in modo molto più naturale di ciò che potrebbero fare persone a noi più vicine.

Mi è piaciuta lei. Willow è una ragazzina speciale che riesce a rendere speciale la vita di coloro che le sono attorno, senza nemmeno rendersene conto. Non è una maga, la sua non è magia. E' altro. Ed invito i lettori a scoprire cosa ha di tanto speciale una ragazzina così.

Si tratta di un libro per ragazzi premio Andersen 2015 come miglior libro oltre i 12 anni e premio Orbil 2016 come miglior libro 10/14 anni ma fa bene al cuore anche dei grandi e lo consiglio caldamente.
Lo stile di scrittura dell'autrice mi piace perchè rende alla perfezione il personaggio e le situazioni. 
Mi sono imbattuta in un paio d'errorini: un accento mancante sulla o di si ricordò, o una a di troppo (...non riesce a più a controllarne) ma è poca cosa anche per una pignola come me ;-)

Con questo libro partecipo alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori per l'obiettivo che prevedeva la lettura di un libro per ragazzi.

venerdì 18 novembre 2016

Per sempre tuo (D. Glattauer) - Venerdì del libro

Il libro Per sempre tuo ha fatto un lungo viaggio per arrivare da me. E' arrivato dal Piemonte nell'ambito dell'iniziativa dei Libri Sparpagliati.
L'autore non mi è affatto nuovo. Ricordo benissimo il suo stile ed ho ritrovato il suo modo di scrivere così diretto, asciutto e capace di arrivare come un pugno in faccia. Questa volta più che mai.
La situazione è del tutto particolare anche se inizia da un incontro come potrebbero essercene tanti. Un uomo ed una donna - Hannes lui, Judith lei - si incontrano, si piacciono, iniziano a frequentarsi. 
Il corteggiamento di Hannes è davvero unico nel suo genere, quasi maniacale, tanto da destabilizzare Judith in maniera radicale. Quello che Hannes prova per lei è amore (così dice lui) ma si manifesta come un'ossessione. Lei lo subisce sotto tutti i punti di vista, arrivando a diventarne quasi dipendente, fino ad arrivare a toccare il fondo. La sua (sua di lui) diventa una presenza ossessiva, soffocante. E' un uomo capace di conquistare terreno attorno a lei. E' come un guerriero che conquista i territori attorno all'obiettivo principale per poi arrivare ad avere tanti alleati che potranno aiutarlo nel momento in cui vorrà sferrare l'attacco finale.
Judith subisce. Perde il controllo delle sue sensazioni, della sua mente. Cade e tenta di rialzarsi. Cade di nuovo e rischia di vedersi annientare da questa storia che solo lei vede come pericolosa. Solo lei sente le vibrazioni negative che arrivano da quell'uomo che l'ha messa su un piedistallo, è vero, ma che le sta togliendo il respiro, le forze, la dignità.

In una situazione di questo tipo entrano in scena alcuni personaggi che mi sono davvero piaciuti. Bianca, in assoluto: ha sedici anni, collabora con Judith nella gestione di un negozio di lampade ed è sempre molto attenta alla moda ed al make up. Quel suo modo di fare apparentemente patinato, tutto glitter e gloss, nasconde un caratterino niente male. Anche il suo fidanzato Basti (stendiamo un velo pietoso sul nome) non è male. Saranno loro la chiave di volta per Judith.

La cosa che mi ha fatto un po' storcere il naso, in questo libro, è un clamoroso refuso: un amico di Judith viene da lei presentato al lettore come gay (...peccato che sia gay, dice lei per la precisione) ma poi arriva si innamora di una ragazza e si inizia a parlare di lui come se non fosse la prima. 
Una clamorosa svista, secondo il mio parere.

A parte questo, la trama mi è sembrata piuttosto originale. Lo stile diretto usato dall'autore - che non si perde tra le righe tranne quando mette su carta alcuni ragionamenti che, però, alla luce degli sviluppi della storia avranno un perchè - è capace di rappresentare al meglio la situazione. 
Mi ha proprio dato l'impressione di essere in mezzo ad un branco di matti. Qualcuno più degli altri ma in generale gente un tantino spostata.

E' una storia di ossessione che si materializza in modo sottile, senza situazioni eclatanti ma con meccanismi capaci di destabilizzare. 
Lo consiglio per questo Venerdì del libro ed ammetto che non mi aspettavo una storia di questo tipo. Volutamente avevo evitato di leggere la trama e, alla luce degli altri due libri di Glattaur già letti, avevo immaginato una storia d'amore ma non certo di questo tipo. Ed ho apprezzato la sorpesa sperando che situazioni di questo tipo restino sulla carta, confinate entro le pareti di un romanzo.

Questa lettura mi permette di partecipare alla quarta tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 2: copertina prevalentemente blu.