martedì 30 agosto 2016

La briscola in cinque (M. Malvaldi)

Dopo aver letto con piacere Il telefono senza fili di Marco Malvaldi sono tornata alle origini delle storie ambientate al BarLume, con La briscola in cinque. E mi sono divertita ancora una volta con quei vecchietti, il loro modo di parlare... mi hanno davvero fatto pensare a persone che conosco e, seppur con un diletto differente, tengono più o meno gli stessi comportamenti.

Malvaldi in questo primo libro presenta i personaggi, con Massimo in testa, il "barrista", colui che si trova - suo malgrado - alle prese con una indagine che lo vede innanzitutto come persona informata sui fatti visto che è stato lui, su indicazione di un ragazzo, a trovare un cadavere. 
E' il cadavere di una giovane, rinvenuto nottetempo in un cassonetto dell'immondizia.

Ha inizio proprio da qui l'avventura che vedrà Massimo impegnato in un'indagine parallela a quella del commissario Fusco. Accanto a lui irrompono le figure di quattro vecchietti che sono davvero uno spasso.
Ampelio Viviani è il nonno di Massimo il barrista, ha 82 anni ed è un ferrovieri in pensione, ex ciclista dilettante; Aldo ha un ristorante poco distante dal BarLume; Gino Rimediotti ha 75 anni ed è un pensionato delle poste mentre Pilade Del Tacca, anni 74, è un ex dipendente comunale.
Sono dei clienti fissi del bar e sono la cassa di risonanza di tutte le chiacchiere del paese. E' questo il filo conduttore delle avventure che Malvaldi inventa attorno a Pineta, località inventata in cui si svolgono dei gialli proposti con dialoghi in rigoroso toscano. Il toscano dei quattro vecchietti, soprattutto, che durante i loro più o meno seri dialoghi non possono certo stare a pensare all'italiano o alla cadenza giusta della parole!

L'indagine: bhè, Massimo dà una grossa mano al commissario che ha dei metodi alquanto discutibili ed un acume ancor più discutibile. Il suo è un aiuto esterno all'indagine ma di fondamentale importanza: grazie al suo intuito, al suo spirito d'osservazione, Fusco verrà messo al corrente di elementi che gli erano sfuggiti e che saranno importantissimi per risolvere il caso.

E' una storia divertente pur avendo a che fare con la morte di una giovane. 
E' un giallo che si dipana sotto gli occhi del lettore e, alla fina, sarà proprio il barrista a chiarire al lettore alcuni passaggi che lo hanno indirizzato verso la giusta direzione.
Divertente, ben scritto, i dialoghi in toscano mi fanno davvero risuonare alle orecchie quel modo di parlare che è sempre così simpatico. Di riflesso, i quattro vecchietti non possono che risultare simpatici così come anche Massimo viene proposto in chiave positiva. 

I personaggi si ritroveranno anche in altre storie (l'ultima della serie è proprio quella che io ho letto per prima qualche giorno fa, come al solito sbagliando l'ordine di uscita!) e non escludo di leggere altro di questo autore che conferma, come aveva già fatto peraltro, di essere una penna simpatica.

Con questa lettura partecipo alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori. Si tratta di uno degli ultimi libri bonus proposti.

lunedì 29 agosto 2016

In biblioteca#29 e nuovi arrivi#29

Non c'è niente da fare: io non posso resistere al richiamo delle biblioteche (anche delle librerie, ma delle biblioteche ancor meno!) e appena ho potuto, durante le ferie, ho approfittato di quelle aperte per restituire dei prestiti e fare nuovo rifornimento di titoli che mi terranno compagnia in quest'ultimo squarcio d'estate.

Un libro l'ho comprato, lo ammetto, Tutto quello che siamo di Federica Bosco: avevo un piccolo residuo di un buono acquisto che mi è stato donato dalle mamme dei bimbi della classe di mia figlia, alla fine dell'anno scolastico, per ringraziarmi del mio lavoro di rappresentante di classe ed ho approfittato.

Gli altri li ho presi tutti in prestito in due biblioteche della zona.
Nella prima ho chiesto ed avuto L'unico figlio di Anne Holt - autrice che non leggo da un po' ma che ricordo con piacere e rispetto alla quale mi ero ripromessa di leggere altro - e La briscola in cinque. Marco Malvaldi mi aveva fatto sorridere ed intrigato al punto gusto con Il telefono senza fili ed ho cercato altro di suo. Questo libro è ora in lettura ed è molto scorrevole... credo che lo terminerò in fretta.

Nella secondo ho preso un libro per ragazzi che cercavo da un po': Matilde di Canossa e la freccia avvelenata. E' un libro nuovo di zecca che credo nessuno prima di me abbia letto e che mi incuriosisce davvero. La protagonista è un personaggio che conosco per le notizie storiche che se ne sono avute ma in questo caso la protagonista è una Matilde bambina e mi intriga.
Poi ho preso Piccola, di Geneviève Brisac che parla di un'adolescente che soffre di anoressia. La copertina, a dire il vero, mi mette addosso una gran tristezza. In precedenza ho letto altri libri sull'argomento e mi incuriosisce conoscere il taglio che l'autrice ha dato alla storia di questa ragazzina che tanto triste mi appare dalla copertina. E' sempre una sofferenza leggere libri che raccontano queste storie, soprattutto se si pensa che situazioni di questo tipo sono molto comuni nella realtà...
Accanto ad un libro per ragazzi e ad una storia piuttosto importante ho aggiunto quella che credo possa essere una storia più leggera e divertente con Andrea Vitali con il libro Il segreto di Ortelia. Anche questo è piuttosto nuovo... o meglio, proprio nuovo nuovo! La copertina mi sembra intrigante: una fotografia d'altri tempi, proprio me le storie che racconta Vitali. Ho letto un solo suo altro libro ma se mantiene quello stile mi farà di certo sorridere.

Ecco qui, questo è il rifornimento di fine agosto. 
Ne conoscete qualcuno? Che mi dite, ho scelto bene?

Ora mi restano da visitare altre due biblioteche della zona, in cui devo fare per forza tappa per restituire dei libri che ho letto nelle scorse settimane: volete che non ci sia qualche altro libro interessante da portare a casa? Vedremo.
Per ora, per chi è ancora in vacanza, auguro di concludere al meglio l'estate. Per chi, come me, torna al lavoro... bhè, non pensiamoci che è meglio! E buone letture a tutti!

domenica 28 agosto 2016

Bibbi esci dall'acqua (B. De Rossi)

Barbara De Rossi si racconta. E lo fa in un libro - Bibbi esci dall'acqua - che ho comprato tempo fa su richiesta di mia madre.
L'attrice racconta alcune vicende che hanno segnato la sua vita, legate in particolare ad amori sbagliati. Il suo racconto si interseca con quello di un'altra donna, incontrata per caso su un treno e diventata una sua amica e confidente, che porta sulle sue spalle quel peso che solo un amore sbagliato, un amore violento può lasciare. Ma si interseca anche con storie di altre donne, quelle che la De Rossi ha raccontato nella trasmissione Amore Criminale e che le hanno lasciato dentro dei segni profondi.

Un plauso alle intenzioni: far capire alle donne che un amore violento non può essere amore, che i maltrattamenti sono maltrattamenti e non vanno d'accordo con una storia d'amore tra un uomo e una donna; far capire alle tante, troppe donne che preferiscono tacere, che è solo dando voce al loro dolore che possono venire fuori da storie che tutto sono meno che storie d'amore. Una testimonianza forte, quella delle De Rossi, che però non entra nel merito di quanto le è accaduto con il suo amore sbagliato, accennano a lui - a quell'incantatore di serpenti - in più punti ma senza raccontare poi molto di quanto è accaduto realmente. In quanto personaggio pubblico le cronache hanno parlato a lungo di quella storia ma da lettrice avrei letto volentieri la sua versione, quella della donna e non del personaggio dello spettacolo. Rispetto, comunque, la sua scelta anche se credo che al racconto sia mancato qualcosa.

E la mia non è curiosità fine a se stessa, assolutamente. Credo solo che il racconto di quella particolare esperienza avrebbe fatto capire ancora di più, ai lettori, come anche un'attrice di successo sia una donna come tutte le altre quando si tratta di sentimenti ed emozioni. 

Non mi ha convinto molto la struttura del libro: scritto in modo semplice e chiaro, si passa da un racconto in prima persona a dialoghi che interrompono la narrazione, per poi arrivare a parlare all'amica conosciuta in treno e tornare poi ad un racconto che avrei visto molto meglio se strutturato in altro modo. Personalmente avrei raccontato la storia di Barbara e della sua amica a due voci con una struttura diversa. Ovviamente io non sono una scrittrice e le mie osservazioni sono quelle di una lettrice.

Ammetto, poi, di aver iniziato la lettura senza troppo entusiasmo. Non vado matta per le biografie di personaggi dello spettacolo e ogni volta che mi sono capitate tra le mani la scelta è stata un po' forzata. Questa volta è stato il primo libro che ho trovato a disposizione in casa avendo terminato la lettura di quello che avevo portato con me per una breve vacanza, il primo che rispondesse alle caratteristiche che mi avrebbero permesso di partecipare alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 2: un libro con una donna raffigurata in copertina.
E l'ho portato al mare con me per gli ultimi sprazzi di ferie, sob!!!
Ovviamente i contenuti del libro non mi hanno lasciata indifferente. Non si può restare indifferenti davanti al dolore che un rapporto insano provoca. Mi ha fatto pensare ad altri libri letti su questo stesso argomento e mi auguro che questa testimonianza possa servire davvero ad aiutare donne che al momento non hanno la forza di dire basta.

venerdì 26 agosto 2016

Sophie sui tetti di Parigi (K. Rundell) - Venerdì del libro

Ho acquistato il libro Sophie sui tetti di Parigi attirata esclusivamente dalla copertina. Non mi sono curata della trama ne' dello scaffale della libreria in cui era esposto. Mi ha affascinata ed incuriosita quell'immagine misteriosa di una violoncellista intenta a suonare da sopra un tetto. 

E l'ho comprato.

Sophie è una bambina che, all'età di un anno - più o meno, nessuno lo sa con precisione - galleggia nelle acque della manica all'interno della custodia di un violoncello. Si accorge di lei un uomo, Charles Maxim, che diventerà il suo tutore e la crescerà con amore. 

La loro vita insieme è molto particolare: Charles è un uomo fuori dalle righe che le insegna la vita a modo suo. 
E' un uomo gentile e le trasmette la gentilezza. 
E' un uomo di cultura e le trasmette la conoscenza. 
E' un uomo che ama leggere, e trasmette alla bambina il suo amore per le storie. 
E' un uomo che crede che non si debba mai perdere la speranza e le insegna a sperare. 
Charles mangiava poco, dormiva di rado e non sorrideva spesso alle persone. Ma custodiva la gentilezza dove gli altri avevano i polmoni, e cortesia nelle dita. Quando camminava leggendo, se ne andava a sbattere contro un palo della luce, chiedeva scusa e controllava che il palo non si fosse fatto nulla.
Ecco, questo era Charles.


Non si cura troppo dei beni materiali e la cresce a modo suo. Un modo che, però, non piace molto all'ispettrice dei servizi sociali che, quando Sophie raggiunge l'età di dodici anni - più o meno - decide che quella ragazzina non può continuare a vivere così. La attende una vita in istituto visto che la sua mamma - quella mamma che Sophie è convinta di ricordare perfettamente - sia morta. 

Secondo gli elementi che Sophie e Charles riescono a mettere insieme, quella donna era a bordo della Queen Mary. Sophie deve essere finita all'interno della custodia del violoncello nel momento in cui, a causa del naufragio della nave, la sua mamma ha tentato di metterla in salvo. Riuscendoci.

Ed è proprio un'immagine di una donna che si allontana in mare, ma viva, che continua a balenare nella mente di Sophie a portare la ragazzina e Charles per mano lungo un'avventura molto singolare, scappando dai servizi sociali che avevano ben altre intenzioni per lei.

Ecco, dunque, che i due vanno a Parigi dove li aspetta una ricerca disperata di una donna di cui nulla sanno e per trovare la quale nessuno sembra disposto a dare una mano. Sarà proprio a Parigi che Sophie troverà un alleato inaspettato in un ambiente altrettanto inaspettato ed inusuale.

L'autrice, con una buona dose di fantasia ed inventiva, conduce il lettore in un'avventura piuttosto selvaggia in un ambiente molto particolare, quale può essere quello offerto dai tetti di Parigi. Tetti importanti e non solo, tetti normali ma a loro modo fondamentali, tetti prestigiosi ed anche umili. Sarà proprio tra i tetti che Sophie imparerà cosa vuol dire trovare un amico, cosa vuol dire la fedeltà, cosa vuol dire la solidarietà. 
Soprattutto, Sophie metterà in pratica ciò che Charles le ha sempre trasmesso: non perdere mai la speranza. Lo farà con caparbietà e convinzione mettendo anche a rischio la sua vita spinta dalla convinzione che 
Le mamme sono una cosa di cui hai bisogno, come l'aria, e come l'acqua. (...) Le mamme sono un posto dove far riposare il cuore. Un rifugio dove fermarsi a prendere fiato.
Il finale mi è sembrato un po' scontato e un pochino veloce ma è comunque un finale che apre il cuore e che commuove.

Storia di fantasia, pensata per ragazzi ma capace di emozionare anche un lettore più maturo, sempre che sia disposto a lasciarsi andare all'immaginazione.

Lo consiglio per questo Venerdì del libro per lettori che amino l'avventura e che vadano alla ricerca di qualche cosa di originale e, perchè no, di emozioni.
Ho solo trovato qualche errore di battuta, delle sviste. Niente di che.

Con questa lettura partecipo alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 5: un libro con un nome proprio femminile nel titolo.

domenica 21 agosto 2016

Il telefono senza fili (M. Malvaldi)

Ci ho messo un po' (rispetto alla sua uscita) a prendere tra le mani il libro Il telefono senza fili di Marco Malvaldi e mi sono resa conto, a lettura ultimata, che avrei dovuto iniziare dal primo della serie del Bar Lume prima di arrivare a questo. Pur proponendo personaggi ed ambientazione già noti ai lettori di Malvaldi, comunque, la storia ben si comprende anche senza i tasselli precedenti.
Avevo partecipato tempo fa alla presentazione del libro e, ora che l'ho letto, ho avuto conferma della positiva impressione che mi fece allora.

La location è quella del BarLume in località Pineta: i vecchietti che si ritrovano quotidianamente al bar sono alle prese con il caso della scomparsa di una donna. Eh si, sono alle prese... visto che le chiacchiere da bar montano in fretta un caso tanto da farlo diventare realmente tale, con tanto di indagine della polizia bella e buona.
Da un pettegolezzo si arriva in fretta ad altro. Ed il bar è uno dei luoghi più consoni in cui il pettegolezzo si gonfia, si gonfia fino ad esplodere.

La signora scomparsa risponde al nome di Vanessa Benedetti. Con suo marito gestisce un agriturismo e, a quanto pare dopo un litigio, è misteriosamente scomparsa. La notizia passa di bocca in bocca fino a diventare una certezza: c'è da aprire un'indagine perchè la signora è stata ammazzata da suo marito. Non ci sono più dubbi.
Ecco, dunque, che la situazione prende una piega del tutto particolare tanto che si arriva ad avere un morto vero, un vero cadavere. Non è chiaro, però, se si sia trattato di un suicidio o di un omicidio e quanto questa faccenda sia collegata alla scomparsa della signora.

Malvaldi propone una storia divertente, con un linguaggio che di per se fa sorridere, con la descrizione di personaggi davvero singolari e nei quali si potrebbero ritrovare tanti nonnetti di casa nostra, alle prese con le chiacchiere di paese.
Propone anche la figura di Massimo, il "barrista", che tenta di tirare le fila accanto alla nuova commissaria che ha preso le redini della situazione.
Trovo che sia una lettura divertente, scorrevole, non banale anche se la leggerezza dei personaggi potrebbe farlo pensare. C'è un caso, anzi non solo uno, da risolvere e viene proposto il ritratto di una cittadina comune a tante altre, quelle in cui il sentito dire passa di bocca in bocca tanto da prendere le fattezze di una consolidata realtà. Salvo poi...

Ho molto apprezzato il formato del libro - Sellerio editore Palermo - molto comodo da portare in borsa e da tenere tra le mani anche durante le posizioni più assurde che si assumono sotto gli ombrelloni. 
Anche la qualità della carta ha aggiunto un punto a favore di questa lettura: si tratta di carta Palatina prodotta dalle Cartiere di Fabriano con materie prime provenienti da gestione forestale sostenibile. Al tatto mi è piaciuta molto. Io amo avere libri tra le mani, sentirli, sfogliarli (ancora non riesco a convertirmi agli ebook) e questa carta mi è piaciuta in modo particolare.

Con questa lettura partecipo alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 3: un libro recensito nel blog Desperate Bookswife.

venerdì 19 agosto 2016

Quattro sorelle scatenate. Tutte per una, una per tutte (D. H. Mueller)

La nostra amica Rachele a Natale ha regalato a mia figlia il libro Quattro sorelle scatenate che, puntualmente, prima di finire tra le sue mani è finito tre le mie. Si tratta dell'episodio con sottotitolo Tutte per una, una per tutte e questo mi ha fatto pensare che ci fossero altri racconti della stessa serie. Navigando un po' in rete ho verificato che è proprio così. Questo dovrebbe essere il primo, se non erro... e comunque è una storia che si regge perfettamente da sola senza lasciare nulla di incompiuto e senza far pensare a puntate precedenti.

Tessa, Livi, Malea e Kenny sono quattro sorelle che sono alle prese con un trasloco, con la loro famiglia, in una nuova grande casa che i loro genitori hanno ricevuto in eredità. Si apre un nuovo periodo della loro vita in una nuova zona della città, con nuovi amici, nuovi vicini di casa. 
Ed è questo che viene narrato: tutto ciò che accade loro ma viene proposto secondo i rispettivi punti di vista. Ognuna delle ragazze viene presentata con le proprie caratteristiche, ci sono anche delle schede iniziali che propongono, in modo riassuntivo, informazioni che poi vengono sviluppate nelle more del racconto. 

La loro è una famiglia molto particolare, un tantino sui generis a dire il vero, con mamma e papà che  vogliono essere chiamati per nome e non "mamma e papà", con una nonna davvero sprint, degli amici alquanto singolari e novità in arrivo.

Le ragazze vivono in Germania, la storia viene raccontata in modo fluido e frizzante con situazioni divertenti e tanta allegria di fondo. Tra una situazione e l'altra le ragazze fanno emergere la loro personalità e l'unica cosa che mi ha un tantino confusa - ed ha richiesto una certa concentrazione da parte mia - sono stati i vari nomi da abbinare ai relativi personaggi, soprattutto nei primi capitoli. Ma poi ci si fa l'abitudine e tutto scorre veloce.

E' una storia adatta a giovani lettori, tra un sorriso e l'altro vengono proposte anche importanti riflessioni come quelle sull'aiutarsi a vicenda, sui problemi ambientali ed altro ancora ma sempre con la leggerezza che rende tematiche così importanti accessibili anche ai lettori più giovani.

Questo libro mi permette anche di partecipare alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori, per l'obiettivo n. 6: un libro che abbia più di due donne protagoniste. 

Segnalo questa lettura per il Venerdì del libro di oggi: simpatica compagnia durante le vacanze per chi volesse sorridere un po'.
E' un libro per ragazzi ma non provoca effetti collaterali se letto da chi giovanissimo non lo è più!
Buona estate e buone letture!

martedì 16 agosto 2016

Ogni giorno come fossi bambina (M. Tilli)


Il libro di Michela Tilli - Ogni giorno come fossi bambina - è uno di quelli che non vedevo l'ora di finire per capire come evolvesse la storia ma che ora mi spiace sia finito.
E' proprio così. L'autrice mi ha emozionata e lo ha fatto proponendo personaggi fragili ma forti al tempo stesso, storie che si intrecciano, sensibilità che emergono in modo inaspettato. 
Ben scritto, scorrevole, storia originale e ben strutturata, mette a confronto due generazioni e ne ha origine un libro che sono contenta di aver letto e che consiglio a chi ama emozionarsi senza scadere nello sdolcinato.
E' una storia d'amore. Anzi, non una sola. E non sono storie d'amore usuali, quelle che si leggono nei romanzetti rosa. No. La storia di Argentina come quella di Arianna sono altro. 
Argentina è una donna anziana che sente di non avere più molto da vivere. Serba un segreto: le arrivano periodicamente lettere da un uomo, un uomo che ha incontrato in gioventù solo con lo sguardo ma al quale la lega un profondo sentimento. Da lui e dalla sua terra si è allontanata anti anni prima, ha avuto una vita accanto ad un altro uomo ma serba nel cuore un sentimento che la turba. Anche adesso, che ha i capelli bianchi e le mani raggrinzite. Anche adesso che il mal di schiena la piega e la fa soffrire. Anche adesso che sente che il tempo le è sfuggito di mano.
Arianna è una ragazza che non sta bene nel suo corpo. Si sente inadeguata, incapace di fare qualsiasi cosa, sa di essere un fallimento su tutti i fronti. Da ultimo, sul fronte scolastico. Non va più a scuola, non esce di casa, vive tra le mura della sua cameretta e si ingozza di cibo senza nemmeno riuscire a liberarsene ficcando due dita in gola. E' incapace anche di fare questo! Si sente fuori posto anche nella sua famiglia, si sente ingombrante, di troppo, incompresa. Si sente quasi trasparente al cospetto degli altri nonostante la sua mole.
A volte, in famiglia, si sentiva come una strana pianta, venuta su senza una ragione, spontaneamente, senza che nessuno si fosse mai posto il problema di chi fosse davvero e di cosa avesse bisogno per vivere.
La vita delle due donne si incontra e da quel momento nulla sarà più lo stesso.
Arianna viene ingaggiata come "dama di compagnia" di Argentina ma si renderà ben presto conto di essere diventata parte di qualche cosa di più grande di una semplice assistenza ad una donna di una certa età.  
Il libro narra una singolare storia d'amore: quella di Argentina e di Rocco. I loro occhi si sono incontrati ma le loro vite non si sono mai nemmeno sfiorate sul serio. Eppure a distanza di anni con quelle lettere che vanno su e giù per lo stivale i due si scambiano parole d'amore, di passione, di intesa. 
Ma narra anche un'altra storia d'amore. Narra l'amore mancato di Arianna per se stessa. L'amore riscoperto di Arianna per se stessa. Una ragazza che non ha alcuna stima di se', che non ha alcuna fiducia nelle sue capacità, che non si ama. Ecco, questa è la storia nella storia. Un'adolescente che si sente a suo agio solo con i suoi libri ed il suo computer grazie al quale ha delle amicizie virtuali, le uniche della sua vita. Grazie all'incontro con Argentina Arianna riscoprirà se stessa, capirà di essere importante per qualcuno, di essere necessaria per qualcuno e di avere una personalità che, fino a quel momento, era rimasta soffocata all'interno del suo corpo e del disagio che il suo aspetto fisico le provocava. E' questa la seconda storia d'amore che ho letto in questo libro. Anche se si tratta di un argomento molto sfruttato nei libri - quello del disagio adolescenziale, della solitudine dei giovani di oggi, del difficile rapporto con il cibo e con il proprio corpo - in questo caso il tutto è calato in una storia che cattura e resta nel cuore.

Vorrei chiudere queste mie righe con uno dei pensieri che maggiormente mi è piaciuto, attribuito ad Arianna.
Anche se la grandezza dei miei desideri a volte mi fa paura, non voglio accontentarmi. Il futuro è uno spazio vuoto e immenso, il cielo della notte è pieno di stelle che devono ancora cadere.

Con questa lettura partecipo alla terza tappa della Challenge Le Lgs sfidano i lettori. Si tratta di uno dei libri bonus proposti.