venerdì 1 febbraio 2013

Il volo del silenzio (Jorge Real) - Venerdì del libro

Ho comprato Il volo del silenzio tempo fa, assieme ad un altro libro che aveva sempre a che fare con il silenzio (Figlia del silenzio). Mi aveva attirato la copertina e non mi ero lasciata spaventare dalle tante pagine (514).

Mentre l'altro libro l'ho letto nell'arco di qualche settimana dall'acquisto, Il volo del silenzio è rimasto lì, in attesa assieme ad altri mentre gli sono passati avanti, nella mia scala di libri in attesa di lettura, altri titoli anche acquistati successivamente.
Forse non era ancora arrivato il momento di leggerlo. L'ho preso tra le mani qualche settimana fa dopo aver letto un libro che aveva a che fare con un bambino (Il bambino invisibile). Anche Il volo del silenzio aveva a che fare con un bambino, così avevo letto sul sunto che compare nella bandella interna del libro... e mi sono decisa a prenderlo tra le mani.

Vorrei notare un dettaglio, prima di andare avanti. In presentazione, secondo me, si rovina il gusto della lettura. Trovo scritto, in neretto: "Un giorno una delle sue figlie vide una sua foto da giovane e gli disse: non ci hai mai raccontato niente della tua vita. Quel giorno, l'uomo in prigione iniziò a scrivere".

Ebbene, dopo aver iniziato la lettura ho rammentato tale presentazione e mi sono resa conto che già veniva svelato qualche cosa di importante: che l'uomo era finito in prigione e che aveva avuto figlio.
Arrivata alla fine del libro, però, non ho trovato cenno al fatto che fosse finito in carcere ne' ad eventuali figli. E ciò mi ha un po' amareggiata.
Poi segnato un altro dettaglio: viene precisato, nella presentazione dell'autore, che non è noto quanta parte sia autobiografica e quanta parte sia un'invenzione... Forse per questo l'autore ha preferito non arrivare a raccontare del suo arresto e dell'epilogo della sua vita privata. 
Il protagonista è David, un ragazzino che ha un'adolescenza molto particolare, si allontana da casa e va incontro al suo destino fino ad arrivare a Caracas. Da qui prenderà il via una nuova vita e svilupperà una passione, quella per il volo. Per lui diventerà un motivo di vita, un mestiere che lo vedrà prendere contatti con ambienti tutt'altro che tranquilli, con gente molto facoltosa ma dalla fedina penale un bel po' sporca.
Senza raccontare più di tanto, posso dire che il libro fa una panoramica piuttosto dettagliata del mondo dell'aviazione, con descrizioni minuziose ed a volte l'autore si dilunga un bel po' su questioni inerenti voli ed aerei. Vengono riportati moltissimi nomi, riferimenti, persone, circostanze che fanno pensare ad una precisa conoscenza delle ambientazioni che vengono descritte ed anche delle vicende storiche narrate. Si parla di guerra, di morti, di approvvigionamenti, di attentati, di soldi, tanti soldi. 
Si parla di traffico di droga, di armi, di tragedie realmente accadute. Viene descritta la realtà di un'America Latina affascinante ma piena di ombre. 
La narrazione è molto efficace. Seppur presentato come romanzo e non come biografia, il racconto è ricco di dettagli che lasciano intendere che si tratti di frammenti di vita vera, tanto sono intensi e capaci di trasmettere emozioni. 

Nella sua dedica finale - In memoria di James Francis Carney (padre Guadalupe), di Ana Sierra e delle migliaia di desaparecidos in Honduras, Nicaragua, Salvador e in tutto il mondo -  svela l'inteso legame che la narrazione ha avuto con la realtà. Padre Guadalupe, tanto per fare un esempio, è uno dei personaggi di cui si parla nel romanzo. E non si tratta di un personaggio inventato. Così come non lo sono i desaparecidos a cui l'autore fa riferimento. 

E' un libro che mi sento di consigliare e che propongo per il Venerdì del libro di questa settimana.
*** 
Il volo del silenzio
Jorge Real
Longanesi editore
19.60 euro

4 commenti:

  1. Non lo conoscevo, apprezzo molto quando la narrazione è ricca di dettagli di vita vera. L'ho inserito nella lista delle letture interessanti, grazie. Posso condividere la tua recensione nel gruppo che raccoglie i consigli del venerdì su facebook?

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    1. Ma certo che puoi... Non devi nemmeno chiedermelo!

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  2. La copertina è molto bella e i libri sulla vita dei ragazzini "arrabbiati con la vita" mi affascinano (sarà per questo che ho scelto l'affido? ;) mah...) .
    Mi interessa capire come si incanala la rabbia, perché - piuttosto che prendersela con il genitore che ti ha abbandonato o trascurato - si fanno del male scegliendo percorsi sbagliati.
    Sì, immagino penserai potrebbe bastare uno psicologo a cui chiedere ma preferisco sentirlo raccontare da chi l'ha vissuto sulla propria pelle.
    grazie,

    alessandra

    p.s. se vuoi fare un giro da me ho postato, giorni fa, un give away con scambio di libri: http://ilmiograndecaos.blogspot.it/2013/01/give-away-e-book-crossing.html

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