venerdì 27 maggio 2016

L'invenzione delle ali (S. M. Kidd) - Venerdì del libro

Ci ho messo un bel po' a leggere il libro L'invenzione delle ali di Sue Monk Kidd e sono contenta di non aver gettato la spugna quando ero convinta che non sarei mai arrivata alla fine.
390 pagine mi sembravano uno scoglio insormontabile vista la lentezza con cui procedeva la lettura all'inizio ma non ho desistito e ne sono davvero felice!
Quello scritto da Sue Monk Kidd è un romanzo che, però, si basa su personaggi realmente esistiti quali le sorelle Sarah e Angelina (Nina) Grimké. E' la stessa autrice a dire chi sono queste due sorelle, nelle note finali, a libro terminato.
Sarah e Angelina nacquero circondate dal potere e dalle ricchezze dell'aristocrazie di Charleston, una classe sociale improntata sul concetto inglese di nobiltà terriera. Erano donne devote e raffinate che si muovevano nei circoli mondani più elitari, eppure poche donne nel Diciannovesimo secolo tennero un comportamento così profondamente "scorretto". Subirono una lunga e dolorosa metamorfosi, tagliando i ponti con la loro famiglia, la loro religione, la loro patria e le loro tradizioni, divenendo esuli e infine paria a Charleston. Quindici anni prima che Harriet Beecher Stowe scrivesse La capanna dello zio Tom (...) le sorelle Grimké stavano portando avanti una crociata non solo per l'immediata emancipazione degli schiavi ma anche per l'uguaglianza razziale, un'idea che perfino gli abolizionisti consideravano radicali.
Ecco chi erano le vere Sarah e Angelina. Ecco il canovaccio attorno a cui si struttura la storia proposta dall'autrice che accanto a Sarah - figura principale del romanzo - pone una figura altrettanto forte quale quella di Hetty, la sua schiava negra.

L'invenzione delle ali è un romanzo storico che tocca le corde dell'anima. Quella di Sarah, di Nina e di Hetty è una storia che fa commuovere, fa arrabbiare, fa innervosire e fa anche sperare. Sono donne forti, messe alla prova da una vita che non hanno scelto e che ha imposto - o meglio, tentato di imporre - regole e precetti che hanno in parte subito. 
Diverse storie si intrecciano: storie di ribellione, di rassegnazione, di coraggio, di orgoglio, di ricerca della libertà.
Quale libertà? Quella fisica, senza dubbio, ma anche quella "di mente". Perchè Hetty (la schiava) e Sarah sono entrambe schiave:
"Io sarò anche schiava nel corpo, ma non nella mente. Per voi è l'esatto contrario". Non avevo dato peso alle sue parole: cosa poteva saperne? Ma ora mi resi conto di quanto fossero ver. La mia mente era incatenata".
Il libro alterna capitoli in cui a narrare in prima persona sono rispettivamente Sarah ed Hetty. Il capitolo in cui è riportata la frase sopra citata è quello in cui parla Sarah. Punti di vista differenti, diversi modi di vedere la realtà ma un'unica voglia di libertà, voglia di riscatto.

Entrambe fanno delle scelte importanti, entrambe lottano per la libertà. 
Hetty ha avuto l'esempio di sua madre, anch'essa schiava negra. 
Era così che mamma aveva vissuto tutta la vita. Diceva sempre che ognuno deve capire quale parte dell'ago sarà, se quella legata al filo o quella che buca il tessuto.
Un insegnamento dato non a parole, ma con i comportamenti, con le proprie scelte, con il proprio coraggio ed orgoglio. 

La storia ha avvio nel 1803 (Sarah aveva 11 anni) e termina nel 1838: un ampio arco di vita in cui bambine diventano ragazze prima e donne poi. Maturano, cambiano, decidono quale direzione dare alla loro vita.
E' un libro che narra una storia importante che va compresa goccia dopo goccia. L'avvio lento viene ampiamente riscattato dall'affetto che, necessariamente, il lettore inizia a provare per le protagoniste: dalle due sorelle, che furono davvero delle pioniere del femminismo americano, anticonformiste e coraggiose, convinte dell'uguaglianza tra le razze e pronte a fare di tutto per cancellare la schiavitù fino alla schiava, Hettty (Monella è il nome che le ha dato sua madre e che ben la rappresenta). Quest'ultima, ha una sorte segnata dalle sue origini, dal colore della sua pelle, dalla sua estrazione sociale ma non ci sta a subire tutto ciò a testa bassa. Non dopo tutto quello che le capita, quello che la vita di schiava le ha imposto, non dopo quello che sua madre ha fatto nel tempo.

E' un libro che parla di uguaglianza e di libertà e che segna i passi del lungo percorso seguito, storicamente, per arrivare ad affermare principi che oggi ci appaiono fondamentali ed imprescindibili nella consapevolezza che, invece, in passato non è stato affatto così.

Ho evidenziato tanti passaggi interessanti, tante considerazioni meritevoli di rilievo e la presenza dei post it ne è la prova: soprattutto nella parte finale si moltiplicavano a dismisura, tante erano le parti che avevo intenzione di memorizzare e portare con me.

Molto interessante anche il rapporto fraterno tra Sarah e Nina: l'una che si prende cura dell'altra fin dai suoi primi attimi di vita, la crescita del loro rapporto e delle rispettive personalità. Due donne forti. 

Sarah dice di sua sorella Nina:
Era più coraggiosa di me, lo era sempre stata. A me importava troppo dell'opinione degli altri, a lei per niente. Io ero prudente, lei sfrontata. Io pensavo, lei agiva. Io appiccavo un incendio, lei lo propagava (...). Nina era un'ala, io ero l'altra.
Descrizione molto bella, secondo il mio parere. Due donne che si completano, si integrano, si valorizzano l'una l'altra.

Consiglio senza riserve questa lettura per il Venerdì del libro di oggi, facendo la stessa raccomandazione che è stata fatta a me e cioè quella di non lasciarsi demoralizzare da un avvio un po' lento e dalla mole di pagine da leggere. La storia coinvolge, cattura, emoziona.

Un po' mi hanno spiazzata i tanti personaggi da tenere a mente, le tante figure secondarie alcune delle quali puntualmente mi sfuggivano ma pian piano ho imparato a conoscere e ricordare tutti: i personaggi principali meglio degli altri, è evidente, ma comunque il quadro completo si è arricchito strada facendo dei tanti particolari che ogni personaggio rappresentavano nell'insieme.

Con questo libro partecipo alla Challenge Le Lgs sfidano i lettori.
Per la seconda tappa si tratta di uno dei libri bonus proposti da Daniela.

5 commenti:

  1. Impegnativo ma interessante. Grazie del suggerimento di lettura. ciao!

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  2. Da leggere in un momento in cui non si hanno grandi pensieri ed impegni, allora, ma da leggere. Il tema ed il periodo, poi, mi interessano molto. Lo terrò presente per l'estate!

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  3. Molto interessante. Segno in lista ^__^

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  4. Un libro così non può passare inosservato! Grazie della segnalazione. E poi con una delle protagoniste che viene chiamata "Monella" dalla mamma....non può non piacermi già prima di leggerlo ;-)
    A parte la battuta, sul serio lo cercherò, mi hai molto incuriosito Stefy!

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  5. Finalmente sono riuscita ad averlo e leggerlo: mi è piaciuto moltissimo e non l'ho neppure trovato lento all'inizio! Ne parlo per l'appuntamento di oggi con il venerdì del libro. Grazie del consiglio, che si è rivelato prezioso!

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