lunedì 3 aprile 2017

E' solo una storia d'amore (A. Premoli)

Avevo notato il libro di Anna Premoli a casa di mia cognata nel periodo natalizio e ricordo di averlo sfogliato in modo distratto. Poi l'ho dimenticato. 
Fino a qualche settimana fa quando mi è tornata in mente l'immagine di questa copertina con un titolo così... E' solo una storia d'amore. Un titolo che sembrava, quasi, voler sminuire il contenuto del libro stesso e che, per questo, ha stuzzicato la mia curiosità.

E devo dire che mi è piaciuto. 
Un lui ed una lei che si incontrano per caso. 
Un lui egocentrico, una lei al carattere forte. 
Un lui scrittore.
Una lei scrittrice.

Aidan è lui. Premio Pulitzer in crisi letteraria: un solo libro al suo attivo, di gran successo, e nulla più.
Laurel è lei. Lei ha anche uno pseudonimo "...da ballerina di lap dance" che usa per firmare i suoi libri rosa - dodici per la precisione -  che la vede assumere il nome e la personalità di Delilah Dee (che per un errore di battuta diventa anche Delilah Lee in un passaggio del libro). Eh sì, anche la personalità perchè Laurel nella sua vita quotidiana è molto diversa da Delilah. 

Un uomo e una donna che si incontrano, un libro che si intitola in un certo modo, un genere che ha determinate caratteristiche: si potrebbe ben pensare che dopo dieci pagine già i due si scambiamo umori in baci appassionati e vanno alla reciproca scoperta sotto le lenzuola.
Invece no! 
Ed è proprio questo l'aspetto interessante.

L'autrice - Anna Premoli - mette molto di suo nel personaggio di Laurel, almeno questo è ciò che ho capito leggendo anche i ringraziamenti finali. E credo di poter dire che sia riuscita a trasmettere alla perfezione il suo pensiero in merito alla questione "romanzo rosa".
Laurel dimostra come sia sbagliata la concezione comune che si ha degli autori rosa e dei libri rosa in quanto tali. Mi scuso per la ripetizione continua di questo colore ma resto in linea con il libro dove il rosa viene nominato parecchio, pur essendo un colore odiato da Laurel. Ebbene sì! E' proprio così!

Devo dire che l'argomento mi ha incuriosita a dovere anche e soprattutto perchè io sono una di quelle lettrici che non amano i romanzi di questo genere troppo sdolcinati e che raccontano storie inverosimili fatte di farfalle nello stomaco (odio questo luogo comune, comunissimo) e così via discorrendo. 

Con una buona dose di ironia e di franchezza, i due personaggi si relazionano tra loro senza smancerie. Anzi. Lei è fantastica, fino al punto di essere fin troppo chiusa nelle sue idee  ma anche lui fa la sua parte! Uomo di gran fascino, molto sicuro di se ma dalla personalità più complessa di quanto si possa pensare. Anche lei, a dire il vero, ha una personalità tutt'altro che semplice e lineare. I due si scopriranno strada facendo, si apprezzeranno prima di tutto per motivi professionali per poi arrivare a capire che i loro romanzi, i loro personaggi inventati non c'entrano. Ciò che li lega è qualche cosa di diverso, anche se fanno fatica ad ammetterlo. Più lei che lui, a dire il vero.

Di lei ho apprezzato il carattere forte anche se l'ho trovata un tantino troppo testarda e ferma sulle sue posizioni. E poi ho apprezzato la sua ironia, il suo saper sdrammatizzare, il suo modo di non scoprirsi troppo ma senza, per questo, apparire falsa e forzata.
Di lui... bhè, non posso non aver immaginato i suoi boccoli scompigliati. Laurel mi ha indotta ad immaginare quella chioma da pirata moderno con di un fascino tutto suo a partire proprio dai capelli. Un uomo forte ed egocentrico ma anche capace di avere un'anima e, a ben guardare, fragile e alla continua ricerca di sicurezze: non so se, personalmente, potrebbe mai piacermi un uomo così ma anche Laurel si fa questa domanda più e più volte. Alla fine la risposa è sì, potrebbe piacerle.

Finale in linea con ciò che ci si aspetta da un libro di questo genere anche se c'è una sorpresina - e bravo il nostro Aidan - che fa redimere il personaggio maschile che stava rischiando di scivolare piuttosto in basso. 

Ps. non condivido affatto la tecnica educativa attuata dai genitori di Aidan che pongono la continua critica alla base dell'educazione di un figlio ritenuto di intelligenza superioriore e, per questo, bisognoso di continue critiche per poter crescere. A me due genitori così darebbero letteralmente sui nervi e non avrei lo stesso autocontrollo del pirata moderno dai ricci ribelli!

Con questa lettura partecipo alla challenge di Chiara del blog La lettrice sulle nuvole.

2 commenti:

  1. Ho sentito parlare della Premoli ma non ho letto nulla di lei, pensando proprio che i suoi fossero i classici romanzi rosa. Tu mi fai pensare che invece ne varrebbe la pena. Tengo presente il consiglio!

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    1. Eh si, confermo. Molto ironico e particolare!

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